Pap test o test HPV? La guida (finalmente) chiara alla prevenzione

Lo screening è cambiato e tante donne non sanno più quale esame fare, né quando. Ecco una mappa semplice, età per età, per orientarsi senza ansia e senza esami inutili.

A cura della D.ssa P. Vialetto, specialista in Ostetricia e Ginecologia, colposcopista e sessuologa. Già professore a contratto presso l’Università degli Studi di Milano.

Ginecologa a colloquio con una paziente sulla prevenzione del tumore del collo dell’utero, con un modello anatomico dell’utero sulla scrivania
Pap test o test HPV? Dipende soprattutto dall’età. La Dott.ssa Paola Vialetto, ginecologa e colposcopista in Clinica Aristotele, spiega quale esame fare e quando. Immagine illustrativa generata con IA

Il tumore che si può prevenire

C’è un tumore che ha quasi sempre una causa nota e un’evoluzione lenta, che si può intercettare: è il tumore del collo dell’utero. Nasce quasi sempre da un’infezione persistente da HPV, il papillomavirus umano, un virus molto diffuso che si trasmette con i rapporti sessuali. Non compare all’improvviso: si sviluppa nell’arco di anni, passando attraverso lesioni precancerose che si possono individuare e curare prima che diventino un tumore vero e proprio. È per questo che è uno dei pochi tumori davvero prevenibili. Gli esami di screening, i controlli periodici proposti anche a chi non ha sintomi, servono esattamente a questo. In Italia, secondo la sorveglianza PASSI dell’Istituto Superiore di Sanità, nel biennio 2023-2024 circa il 78% delle donne tra 25 e 64 anni ha eseguito un Pap test o un test HPV. Un buon dato, che però lascia ancora fuori più di una donna su cinque

L’HPV in breve

L’HPV è un virus comunissimo. Si trasmette con i rapporti sessuali, anche senza penetrazione completa: fino all’80% delle donne sessualmente attive lo incontra nel corso della vita. La maggior parte delle infezioni, soprattutto nelle più giovani, viene eliminata spontaneamente dal sistema immunitario, senza conseguenze. Solo quando l’infezione persiste per anni può alterare le cellule del collo dell’utero. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia circa l’8% delle donne ha un’infezione in corso da HPV oncogeni, quota che sale a quasi una su cinque sotto i 25 anni. Avere l’HPV, quindi, non significa avere una malattia: significa essere entrate in contatto con un virus molto comune, che nella maggior parte dei casi il corpo elimina da solo.

Avere l’HPV non significa avere una malattia

Quale esame, e ogni quanto

I programmi di screening organizzati prevedono due percorsi, a seconda dell’età.

Tra i 25 e i 29 anni si fa il Pap test, l’esame che osserva al microscopio le cellule prelevate dal collo dell’utero, ogni tre anni. A quest’età le infezioni da HPV sono molto frequenti ma solo poche diventano persistenti: il Pap test aiuta a distinguere le alterazioni che meritano attenzione da quelle destinate a risolversi da sole.

Dai 30 ai 64 anni si passa al test HPV-DNA, che cerca direttamente il virus, ogni cinque anni. In questa fascia d’età offre una protezione maggiore e permette controlli meno frequenti. Lo screening organizzato è gratuito: si accede con la lettera di invito della propria ATS o ASL. Alcune Regioni modulano l’età di inizio in base allo stato vaccinale

Test HPV positivo: respira, ecco cosa significa

Leggere “positivo” su un referto fa sempre effetto. Ma un test HPV positivo non significa avere un tumore, e nemmeno una lesione: significa solo che in quel momento il virus è presente.

Da lì parte un percorso definito e graduale. Sullo stesso prelievo si legge anche il Pap test. Se è alterato, si fa una colposcopia, l’esame che permette di osservare da vicino il collo dell’utero e, se necessario, prelevare un piccolo campione di tessuto. Se è normale, il test HPV si ripete dopo un anno, perché nel frattempo, nella maggior parte dei casi, l’infezione si risolve da sola.

Un’ultima cosa, che toglie molti pesi: un test HPV positivo non dice nulla su quando o da chi l’infezione sia stata contratta. Il virus può restare silenzioso per anni. Non ha senso cercare una causa recente, né un colpevole.

Il vaccino conta anche da adulte

La vaccinazione anti-HPV è offerta gratuitamente a ragazze e ragazzi a 11-12 anni e, in diverse Regioni, anche alle donne già trattate per lesioni del collo dell’utero.

Attenzione però: chi è vaccinata deve continuare lo screening. Il vaccino non copre tutti i tipi di HPV, quindi non azzera il rischio. Vaccinazione e screening sono alleati, non alternative. Se ti chiedi se il vaccino abbia senso anche per te da adulta, è una valutazione da fare in visita, sulla tua situazione.

Le novità: autoprelievo e screening su misura

In Europa il test HPV è ormai indicato come test primario di screening, cioè il primo esame da usare nei programmi organizzati: lo raccomanda anche il Consiglio dell’Unione Europea dal 2022.

Un’altra novità si sta diffondendo: l’autoprelievo, un campione raccolto direttamente dalla donna con un apposito kit, senza visita ginecologica. I test validati su questi campioni hanno prestazioni simili a quelle del prelievo eseguito dal medico, e possono aiutare a raggiungere chi oggi allo screening non partecipa. La direzione futura è chiara: controlli sempre più personalizzati, calibrati sul rischio di ciascuna donna.

I 5 errori da evitare

  • Ignorare la lettera di invito allo screening.
  • Pensare che, se si è vaccinate, lo screening non serva più.
  • Andare nel panico per un test HPV positivo.
  • Fare esami più spesso del necessario, senza un’indicazione precisa.
  • Interrompere i controlli prima dei 64 anni senza parlarne con la ginecologa.

Pochi minuti, una grande differenza

Pochi minuti ogni tre o cinque anni possono cambiare le cose. Lo screening è un’occasione da non perdere, e un risultato da approfondire non è una condanna, ma un’opportunità di prevenzione. Per ogni dubbio, la D.ssa P. Vialetto, ginecologa e colposcopista, riceve in Clinica Aristotele presso la sede di Corso Magenta 64

Domande frequenti

Pap test e test HPV si fanno nello stesso modo?
Sì. Il prelievo è identico: uno strumento raccoglie cellule dal collo dell’utero. Cambia solo l’analisi eseguita sul campione.

Quanto costa lo screening organizzato?
Nulla: lo screening eseguito su invito della propria ATS o ASL è gratuito.

Posso saltare un controllo se sto bene?
Meglio di no. Le lesioni da HPV, nelle fasi iniziali, non danno sintomi: per questo conta rispettare la scadenza, anche senza disturbi.

Un test HPV positivo deve preoccuparmi?
No. Indica la presenza del virus, non una malattia. Il percorso di approfondimento chiarisce la situazione.

Lo screening ha un’età in cui si può interrompere?
In genere a 64 anni, ma la decisione va sempre presa con la ginecologa, in base alla storia personale.

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